Indie: l’altra faccia della musica

Posted in Musica con i tag , , , , , , , on 19 novembre 2009 by tritolopuro32
Indie

Obiezioni? No Grazie!

Libertà: condizione di un individuo che è libero di pensare, agire e operare così come gli pare.
Definizione semplice e lineare applicabile alla maggior parte delle situazioni quotidiane ma per troppo tempo lontana dal mondo della musica o piuttosto da un po’ di tempo lontana dal mondo della musica. Da quando fare musica è diventato un mestiere e un modo di guadagnare e sopravivere i vari produttori discografici hanno deciso bene di passare a setaccio ogni idea e ogni testo sfornassero i musicisti da loro scritturati rendendo le loro idee conformi alla massa e atte ad essere vendute ad un pubblico più vasto; insomma hanno trasformato una passione in un business rendendo ciò che alle origini era pura e limpida comunicazione nella più infima forma di marketing. Leggi di mercato rigide vigono su qualsivoglia artista che decida di andare avanti grazie all’appoggio di una casa discografica e, malgrado i buoni propositi iniziali, nel corso della carriera ognuno a suo modo s’è dovuto arrendere al modo di vedere dei produttori che hanno plagiato e uniformizzato il modo di fare musica di quasi tutti gli artisti.Negli ultimi anni invece per chi desiderava portare avanti i propri propositi continuando a suonare la propria musica s’è aperto uno spiraglio: l’indie.
Questo modo di fare musica (per niente facile da realizzare) prevede l’autofinanziamento in modo da poter portare avanti le proprio idee senza dover sottostare alle rigide leggi di mercato. Basta avere una band, qualche soldo da parte e la voglia di remare controcorrente per ottenere i proprio obiettivi, per potersi sentire veramente liberi anche per quanto riguarda la musica.Malgrado sembri qualcosa di utopistico o controproducente, rappresenta perfettamente, a mio avviso,  l’essenza della musica, quella vera e pura fatta di passione e poche influenze attraverso la quale si possono  trasmettere passioni o più semplicemente portare avanti le più stravaganti teorie musicali arrivando addirittura a creare generi musicali totalmente nuovi.
Insomma senza arrivare ad idolatrare questo modo di entrare nel mondo della musica si deve ammettere che, con la giusta determinazione e coraggio si può arrivare ad ottenere lo stesso successo e gli stessi incassi dei gruppi che operano sotto la supervisione, alquanto invasiva, dei discografici ma mantenendo allo stesso tempo una libertà creativa totale e quasi sconosciuta nella musica degli emergenti.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Oggettività: esiste?

Posted in Riflessioni on 18 novembre 2009 by tritolopuro32

Chi è oggettivo sta nel mezzo...ma il mezzo è così banale..

Chi è oggettivo sta nel mezzo...ma il mezzo è così banale..

C’è chi dice che “Tutto è relativo” nulla è oggettivo; anche lo stesso definirsi oggettivi risulta, se ci si pensa bene, relativo al proprio modo di pensare: tutto è condizionato e nulla è limpido e puro. Questo pensiero mi è nato osservando i miei diversi modi di pormi nei confronti di artisti, politici, sportivi in momenti diversi e dopo determinate situazioni. Un soggetto o un evento che in un determinato momento della mia vita mi sembrava inutile o fastidioso dopo un semplice avvenimento mi prende così tanto da portarmi a cambiare la mia opinione, anche se prima avrei giurato di essere oggettivo al massimo. In poche parole l’oggettività non esiste. Nell’informazione (specialmente quella italiana) l’oggettività non trova spazio: tutto è interpretato, tutto è deformato. Nella storiografia stessa niente è oggettivo: pensate forse che il vincitore di una guerra possa scrivere su un libro realmente di come è riuscito a prevalere? Tutto viene scombussolato, modificato, falsato e ciò che arriva alla gente non è NIENTE DI PIÙ LONTANO dall’oggettività. È un trucco vecchio come il mondo che utilizziamo anche noi fin da piccoli. Modificare la realtà o giudicarla in modo poco oggettivo facilita le cose. Fin dalla prima infanzia siamo abituati a mentire piuttosto che prenderci le nostre responsabilità e qualora la menzogna non bastasse siamo pronti a mentire a noi stessi a CENSURARE la nostra oggettività imponendoci una visione degli eventi SOGGETTIVA e assolutamente personale.

Per noi diventa sempre più difficile riuscire ad essere oggettivi; anche quando dare un giudizio puro e imparziare non ci comporterebbe nessun rischio c’è una parte di noi che, per qualche motivo che non mi è ancora chiaro, ci porta ad avere pregiudizi tali da non riuscire ad essere obiettivi.

A me è capitato e capita tuttora spesso: band storiche definite da me “assurde” sono entrate nella mia playlist in modo prepotente, membri di band famose, che non ritenevo degni di stima si sono rivelati ben sopra agli standard di parecchi musicisti che adoro e mi sono ricreduto e tutto ciò dopo qualche avvenimento importante. Basta un concerto, uno speciale in TV su un personaggio, ascoltare una canzone (come è successo a me) e tutti i precedenti pareri vengono spazzati via da un’opinione stavolta Oggettiva, o quasi. Anche dopo il contatto diretto, il cambiamento del proprio parere da soggettivo ad “oggettivo” si è influenzati da molti fattori esterni a tal punto da rendersi conto spesso e volentieri di avere ancora dei pregiudizi che stavolta però portino ad un opionione contraria rispetto a quella di prima.

Insomma a conti fatti per quanto possa sembrare assurdo la nostra mente è continuamente influenzata da agenti esterni che deformano le nostre idee senza darci la possibilità di avere opionioni realmente oggettive.

Tritolopuro32®
(Alberto.A)

Pena di morte in italia?Come no? c’è già!

Posted in Riflessioni con i tag , , , , , , , , , on 16 novembre 2009 by tritolopuro32

...

Inzierei subito con lo scusarmi per l’assenza alquanto prolungata..dovuta ad una mezza idea di chiudere il blog mista a problemi di connessione e anche di stimoli. Torno a scrivere con l’intento di fare informazione pura..per quello che può fare un ragazzo di 17 anni.

In questo articolo vorrei affrontare, con una punta d’indignazione, l’argomento delle morti in carcere. Sembrerebbe uno di quegli argomenti che vengono affrontati sporadicamente solo quando i media decidono che la notizia fa scalpore e quindi si punta su di essa ad oltranza fino allo sfinimento. Per me non è così. È un fatto semplice. Si parla di dati. Dati che contano, in un paese che è contrario (si spera) alla pena di morte, MILLECINQUECENTOTRENTUNO morti nelle carceri negli ultimi DIECI anni, per lo più con motivazione “suicidio” ma anche in circostanze sospette o per malattie mai segnalate ad un ente sanitario. Insomma per come la vedo io, una situazione insostenibile. Sembra che in un paese in cui la legge stenta a farsi rispettare qualcuno abbia deciso di farsi giustizia da solo. Forze dell’ordine che si sentono in diritto di applicare una Pena di morte arbitraria martoriando il corpo di poveri ragazzi senza badare alle conseguenze e arrivando, nelle peggiori delle ipotesi, a spezzare la vita di persone che avevano come unica colpa aver scelto strade sbagliate. Nella maggior parte dei casi a scontare questa “pena di morte” non sono gli assassini o gli appartenenti a famiglie mafiose, sarebbe troppo rischioso fare la voce grossa con gente di quel calibro, ci si ritrova a fare violenza su piccoli spacciatori o detenuti occasionali. Ragazzi detenuti per guida in stato di ebrezza che non tornano alle loro famiglie. Ragazzi arrestati per detenzione di droghe leggere (neanche in ingenti quantità) martoriati come al peggiore degli assassini. Eppure dovremmo essere in uno stato in cui la pena di morte per costituzione è considerata moralmente degradante nonchè legislativamente “infattibile”; dovremmo seguire ben altre vie come la riformazione oppure l’ergastolo: tentare di cambiare la vita di chi ha sbagliato o, nei casi peggiori, peggiorarla sensibilmente senza però privare del diritto alla vita, della possibilità di scegliere di cambiare.
Scelte arbitrarie di questo tipo prese sempre più spesso dalle forze dell’ordine portano non solo ad un improssionante numero di morti ma anche ad un abbassamento generale della fiducia nella legge e nella giustizia. Che non si venga a dire poi che gli italiani “tendono a regolare i conti da soli” o “abbiano una forte intolleranza verso le forze dell’ordine” poichè tutto ciò scaturisce da un comportamento ingiustificato di chi, fino a prova contraria, dovrebbe garantire la salvaguardia e la tranquillità nella vita di ogni cittadino, non abusare del proprio potere fino a portare alla morte un detenuto qualsiasi.

Dopo tutto quello che s’è detto, numeri e statistiche contano ben poco agli occhi della legge che è cieca dinnanzi agli errori delle forze dell’ordine come una madre dinnazi a quelli dei figli.

Noi, per quanto ci riguarda, non possiamo fare altro che continuare a gridare il nostro dissenzo per questa situazione e sperare che tutto la (NON) informazione che s’è fatta per il caso del povero Stefano Cucchi porti a maggiori scrupoli prima di abusare del proprio potereda parte di chi ha ben pensato di farlo fin’ora.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Urlare il proprio dissenso è un dovere…sempre.

Posted in Uncategorized on 17 agosto 2009 by tritolopuro32

Sinceramente avrei voluto scrivere di qualcosa di più profondo..dare qualche informazione o che ne so..dire qualcosa che non sembrasse scritto apposta per un blog..ma negli ultimi giorni guardando il comportamento di molta gente mi sono reso conto di molte cose e ho creato una mia teoria.

Ogni cosa su questa terra è fatta per sopportare un tot di pressioni, di qualsiasi genere, fin ad un punto tale che, essendo impossibile resistere a queste pressioni, si ritrovi ad esplodere.

Non parlo solo delle persone ma parlo in generale. Se ci pensate bene tutte le disgrazie dell’uomo nascono da un “sovraccarico” di un qualcosa che esplode o si modifica procurando danni. Se la vogliamo vedere in modo ambientalista un esempio chiaro è lo stesso pianeta. La Terra è fatta per sopportare qualsiasi cosa, per essere messa in crisi dal grande movimento che c’è su di essa..dall’instabilità del suo nucleo, dal via-vai di oggetti che l’uomo scambia con lo spazio, ma benchè è stata fatta proprio per questo l’uomo è riuscito a trovare un limite ad un “sopportatore” apparentemente instancabile. Mutazioni climatiche, effetto serra sono tutti i sintomi dell’ “esplosione” del nostro pianeta che ormai è stanco di quello che noi combiniamo. Certo se come esempio si prende il mondo è un po difficle parlare di “Ogni cosa…” o sbaglio?

Beh dato che non ho niente da fare continuo a dare esempi…è come quando ci si siede in bilico su una sedia di plastica…è fatta per sopportare molti chili…per sostenere chi si siede…eppure se ci si mette in precario equilibrio e ci si abbandona con tutto il peso sulla sedia..la pressiona la fa spezzare..la fa esplodere appunto. Potrei fare un miliardo di esempi ma questo post sembrerebbe comunque inutile quindi vengo al dunque. Come ogni oggetto arriva ad esplodere spesso..anche le persone esplodono. Da un momento all’altro senza preavvisi o perchè…tu continui ad immagazzinare e a mandare giù e a sopportare qualsiasi cosa, senza mai fiatare, anche quando una cosa non ti va proprio giù. Continui a sopportare e mandi giù, sopporit e mandi giù senza mai sfogarti..il risultato?

Si esplode…questo post non è una riflessione o un metodo di informazione ne tantomeno una recensione musicale..si tratta solo di far capire alla gente che stare zitti e mosca non fa bene a nessuno. Subire senza reagire porta solo all’esplosione, pensare di poter cambiare il mondo  e non fare niente per dimostrarlo vuol dire continuare a sperare che qualcun’altro si muovi per te.

Per questo chiedo a tutti quelli che per un motivo o per l’altro sopportano da fin troppo tempo di gridare con me per qualcosa di migliore..che sia un lavoro, una situazione economica o..magari…il mondo.

Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono

Posted in Musica, Riflessioni con i tag , , , , , , , , , , on 7 agosto 2009 by tritolopuro32

Giorgio Gaber...UOMO...poeta...cantore

Giorgio Gaber...UOMO...poeta...cantore

Recitava così Gaber anni e anni fa, e a pensarci bene non aveva tutti i torti…e non ne avrebbe nemmeno ora.

Essere Italiani…è una fortuna o una sfortuna?

Un intero popolo, che ha tra le sue schiera geni e sportivi famosissimi, Pittori e Letterati da far invidia a chiunque ma che, malgrado ciò, ha una difficoltà enorme a trovare la sua identità. Sembra strano ma è così. Per tutti siamo il popolo degli Spaghetti e Mandorlino.

Perfino la Gioconda è emigrata in Francia!..E non vuole tornare.

Scherzi a parte. Il governo fa acqua per la strada c’è il caos, nelle tasche c’è la crisi e il bello è

Che nessuno lo ammette

Il nostro caro(come no) premier dice

“La crisi è un fattore Psicologico

E mio padre sclera, giustamente.

Si parla di alcool come fosse una droga che scioglie i cervelli.

Si parla della droga come fosse il peggiore dei mali.

E si parla di una centrale nucleare come fosse Un negozio di scarpe nuovo da aprire.

C’è poca obiettività. Ogni cosa che sentiamo ci arriva distolta…ognuno ha un motivo per far arrivare alle orecchie della gente notizie deformate, modificate, smussate…

“niente qui intorno è reale..e noi fratelli dobbiamo stare ben aggrappati alla realtà”-”…ti prego, Noel, e’ dal tempo delle favole che è tutto fasullo come la parrucca di una battona…”

Recita così un pezzo di una canzone degli Articolo31, penso fosse il pezzo di un film, e descrive perfettamente la realtà del nostro paese. Nulla è reale, ciò che sentiamo e capiamo, o pensiamo di capire, è tutto falso. Siamo italiani, purtroppo, orgogliosi di carattere, con l’indole da sognatori e tanta voglia di dimostrare chi siamo. Siamo tutti così ma, ora come ora, il nostro stato è nelle mani di chi per diventare qualcuno è sceso a compromessi con la sua propria natura cambiando il volto di un’italia che ora è solo

UNA GRANDE BUGIA.

Allego il video della canzone dell’immenso Giorgio Gaber e consiglierei di vedere anche la versione di “Io non mi sento italiano” rifatta da J-Ax davvero molto carina…anzi quasi quasi allego tutti e due ;)

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Musica: Che fine ha fatto l’italia?

Posted in Musica on 28 luglio 2009 by tritolopuro32

Un po di nostalgia dei bei tempi...Rino Gaetano

Un po di nostalgia dei bei tempi...Rino Gaetano

Parlando con gli amici ieri al pub, mi sono reso conto che è fin da troppi anni che l’Italia non è rappresentata nel mondo da un cantante e soprattutto che, gli stessi italiani, preferiscono ascoltare musica straniera piuttosto che le solite canzonette italiane. In realtà a questa situazione si è arrivati quando, gli ultimi bagliori di speranza accesi dalle band di “protesta” degli anni 90 si sono sciolte in alcuni casi lasciando un vuoto nel cuore dei fan, in altri casi (come per gli articolo31) riempiendo quel vuoto con le carriere soliste dei membri più rappresentativi. Ciò non toglie che anche negli stessi anni 90 queste band, per quando governassero il panorama nazionale erano incapaci di rappresentare il nostro paese all’estero, in uno scenario nel quale il grunge e il punk stavano cambiando un’intera generazione introducendola ad una visione della musica molto più vicina al rock rispetto alle passate generazioni. L’incapacità della nostra nazione di abbandonare “le canzonette” e introdurre magari qualche forma di Rock italiano hanno portato alla totale morte commerciale della nostra musica. Sono infatti anni che il commercio della nostra nazione ci propone sempre la solita canconcina pop sull’amore priva di testo e di musica coinvolgente, a fatta eccezione per gli Articolo31, i Bluvertigo, i 99posse, i ModenaCityRambles, i Negrita, i Meganoidi e altre band mai emerse che sono riusciti a crearsi uno stile proprio capace di coinvolgere i giovani e trasmettere, ciascuno a suo modo, canzoni ricche di significato.

E ora? Che fine ha fatto la musica italiana?

La domanda di ieri è stata più o meno questa. Parlando delle nostre band preferite (tra i vari Beatles, Ac/Dc, Artic Monkeys, Queen, Iron Maiden, Oasis) trovavano spazio tra gli italiani solo gli Articolo(e J-Ax di conseguenza), De Andrè, Rino Gaetano, Caparezza e i Meganoidi. Potete capire leggendo i nomi che tra i cantanti mensionati solo i Meganoidi, J-Ax e Caparezza rappresentano l’attualità dello scenario italiano ma sono tutti dei “vecchietti”(soprattutto J-Ax) che sono usciti dagli anni 90 con delle idee e non hanno smesso di portarle in giro con la loro musica.

Quello che oggi ci rappresenta invece sono una serie di cantanti pop inutili che continua ad ostentare, anche in età improponibili, una voglia di parlare di amore e passione che ha dell’incredibile. I vari Vasco Rossi, Ligabue, Laura Pausini(malgrado abbia una delle voci più calde ed entusiasmanti del panorama mondiale), Giusy Ferreri, Tiziano Ferro (per non parlare di Dari, sonhora e gente simile) sono diventate delle icone nazionali che rappresentano, nostro malgrado, la “buona musica italiana”, che paradossalmente è disprezzata da molti giovani aspiranti musicisti. Ora la mia domanda è

Ma è tanto difficile, per un discografico, investire qualcosa su quei giovani che sperano (inutilmente?) di sfondare con la loro musica e non di certo con i testi su finte storie d’amore scritti, tra l’altro, da compositori pagati per sfornare paradossali situazioni amorose e struggenti che farebbero un baffo perfino a Beautiful?

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Niente Alcool per i minori di 16 anni.

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , on 25 luglio 2009 by tritolopuro32

Ragazzi e alcool..la fine del mondo?

Ragazzi e alcool..la fine del mondo?

Ultimamente si sta parlando molto del divieto emanato a Milano dalla Moratti inerente al consumo d’alcool per i minori di 16 anni. Come accade spesso e volentieri in italia è iniziata una grande speculazione su questo argomento, che punta solo a far inalzare gli ascolti e le vendite di TG e giornali. Quello che pochi sanno è che le statistiche che ha fornito la Moratti come giustificazione di questo divieto sono completamente inventati.

“Una generazione di alcolizzati….ricerche affermano che più del 34% degli undicenni fa già uso di alcool”

È stata questa una delle affermazioni più convincenti di Letizia Moratti, affermazione che, la maggior parte degli ascoltatori ha spacciato per veritiera. Quello che pochi sanno, o meglio che poche fonti di informazione sanno, è che le statistiche che ci sono state date sono inerenti ad una ricerca sulle scuole medie che prevedeva come domandaù

-Quanti di voi beve almeno un bicchiere di spumante, birra o vino ALL’ANNO.

Ecco la grande e convincente percentuale che crolla miseramente dinnanzi alla realtà. Dopo aver saputo qual’era la domanda a cui fa riferimento questo dato immagino che le vostre impressioni siano cambiate drasticamente. Come ho già spiegato ampiamente in un altro post siamo presi in giro dai media che, pur di far piacere a politici e reti televisive alimentano grandi menzogne piuttosto di aprire gli occhi alla gente che, ignara di tutto si trova a sentire “storielle” totalmente inventate.

Proibire l’alcool al minori di sedici anni

Dopo avervi parlato di come il sindaco di Milano sia riuscita a far sembrare il suo diviete, vorrei parlare in modo logico e razionale del divieto stesso. Per come la vedo io, un divieto TOTALE di alcolici per i minori di sedici anni è una punizione ingiustificata e, paradossalmente, molto rischiosa. Ci ritroviamo, come spesso accade in queste situazioni, a parlare di Proibizionismo e Non Proibizionismo. Sono anni infatti che ci si interroga su quale sia il modo migliore di educare le nuove generazioni.

È meglio proibire tutto ciò che è pericoloso, o lasciare il libero accesso a tutte queste cose lavorando sul senso di responsabilità che le nuove generazioni dovrebbero avere?

Beh nel corso degli anni la storia ci ha insegnato che molto spesso più una cosa è resa irrangiungibile per una persona più si tenta di raggiungerla anche al costo di attendere il momento in cui è possibile raggiungerla e quindi abusarne.

Faccio un esempio pratico perchè è un concetto che espresso così non è molto chiaro:

Supponiamo che ogni ragazzo di 13 anni sia impedito a bere una birra, un bacardi o qualsiasi alcolico lui voglia provare. È naturale che se, per via di questo divieto, non riesce a provare il piacere di una birra fresca in piena estate al momento dei suoi 16 anni la prima cosa che gli viene in mente di fare è comprarne 3 o 4 birre e quindi abusare di ciò che fino a poco tempo prima gli era impossibile addirittura assaggiare.

È una cosa matematica, se si è impediti per troppo tempo a fare qualcosa appena ci si trova nelle condizioni di fare ciò che non si è mai potuto fare non ci si fanno problemi.

Supponiamo invece che, piuttosto che vietare l’alcool ai minori di sedici anni, si attui una sorta di sensibilizzazione dei giovani e dei proprietari delle attività che vendono alcool affinchè nelle fasce d’età più a rischio non si faccia abuso di alcolici ponendo magari come limite quello di una birra piccola….allora le cose cambiano. Perchè a 16 anni un ragazzo continuerebbe a bere la sua birra piccola tranquillamente o, magari, avendo scoperto che non gli alcolici non fanno per lui eviterebbe di abusarne o, nel migliore dei casi, non ne berrebbe proprio.

In definitiva, tra premesse false e decisioni ampiamente discutibili questo divieto si presenta come  un’ennesima esagerazione sul valore dell’alcool sulla stabilità di un ragazzo di 16 anni. Una bottiglia di birra non ha mai ucciso nessuno…è tutta questione di misura.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Buonanotte Italia, io resto ancora su…

Posted in Musica, Riflessioni con i tag , , , , , , , , , , , on 23 luglio 2009 by tritolopuro32

Notte destate

Notte d'estate

Recita così una delle canzoni di J-Ax che preferisco e malgrado le prime volte che la sentivo per me non avevano senso ora inizio a capire di cosa parla Ax. Anche se negli ultimi anni la svolta pop del cantante milanese ha ampliato il suo genere musicale introducendo anche canzoni d’amore, è insolito sentire un lento del genere uscire dalla mente di J ax(e a molti certamente non sarà nemmeno piaciuto) ma in queste notti d’estate quando all’alba capisco di essere uno dei pochi che è “rimasto su”  tutta la notte le parole di questo brano acquistano un valore tutto particolare.

Lasciando stare le parole della canzone che sono una vera poesia che parlano della vita del rapper milanese e della sua voglia di America spentasi quando ha capito che, come in Italia, non era tutto “Un racconto di hollywood” e che a volte nel “Paese dei furbi i ribelli sono gli onesti”.

Ax si sente un ribelle, forse come mi sento io adesso, e per me, che infondo non vado mai oltre ad un certo limite, la cosa migliroe che posso fare per uscire dagli schemi è godermi ciò che pochi decidono di vivere La notte.

È tutto vero, eppure mi sembra strano. I momenti più sugestivi e belli che il mondo ci offre, noi, li passiamo a dormire. Per come la vedo io dopo una giorno afoso d’estate la cosa migliore è passare una notte, con o senza pc, a godersi la brezza leggera e, il più delle volte, a schivare zanzare(-.-”).

È in questi momenti che, quei pochi pensieri brutti, che mi possono affiorare durante la giornata svaniscono all’istante.

Per augurare ancora una volta, ad un paese che dorme forse troppo, la mia cara Buonanotte.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Giustizia? No grazie

Posted in Riflessioni con i tag , , , , , , , , , , , , , , on 22 luglio 2009 by tritolopuro32

Una delle tante vignette di sensibilizzazione dello stato...questo sì che ci aiuta

Una delle tante vignette di sensibilizzazione dello stato...questo sì che ci aiuta

Ultimamente mi capita spesso di scrivere sulle notizie che sento in tv, quindi è probabile e normalissimo che passi da argomenti come lo sbarco sulla luna alla legge italiana nel giro di poche ore. Il fatto è che la giustizia italiana di giusto non ha niente. Come si fa a passare anni a parlare esagerare e speculare sull’importanza si una guida sicura e sull’importanza di essere qualificati a giudare un mezzo motorizzato arrivando a promettere dure sentenze(?) a chi giuda in stato d’ebrezza per poi ignorare che una sola persona ha commesso tutti questi reati commettendo un omicidio?.

3 anni. Un uomo è stato investito, da un’auto rubata, da un uomo ubriaco, non patentato e tu, dall’alto della tua paca e sotto la tua scritta “La legge è uguale per tutti” , dai solo 3 anni?

Ora non voglio raccontare la vicenda perchè non è nel mio stile fare cronaca e nemmeno dirvi se l’uomo in questione era extracomunitario o altro, perchè tanto per me siamo tutti uguali, però mi trovo un po perplesso dinnanzi alle parole del fratello della vittima che chiede

Giustizia.

Parlando per logica, dato che l’assassino è stato arrestato e condannato, la giustizia dovrebbe essere stata fatta..eppure non è così.

Perchè se un ragazzo dopo una notte in discoteca viene “beccato” ubriaco al volante di un’auto deve subire così tante noie e, spesso e volentieri, essere portato in caserma per passarci la notte mentre di fronte alla morte di un uomo, 3 anni sembrano più che sufficienti?

Non è una delle mie solite domande retoriche, vorrei avere una risposta. Prendiamo come esempio un altro reato, per farvi capire fino a che livello le nostre leggi siano errate.

Un ragazzo che viene beccato con qualche grammo in più del previsto di qualche droga leggera,  rischia di essere condannato da un minimo di 4 anni ad un massimo di 8 anni di carcere.

Ora, come ben capite, lo spaccio una droga leggera come l’hashish o la marjuana non è per niente paragonabile ad un delitto, colposo o preventivato che sia. Senza entrare nel merito di discorsi che riguardano la droga bisogna comunque ammettere che se un “pusher” può passare 4 anni in carcere per 200 grammi di hashish allora un assassino ne deve passare almeno otto, per un omicidio.

Se questo ragionamento già può sembrare abbastanza per ammettere che 3 anni sono una miseria aggiungete all’omicidio:

- Omissione di soccorso

-Guida in stato di ebrezza

-Giuda senza patente(non so come viene riconosciuta dalla legge XD)

Senza dilungarmi posso dire di essere davvero deluso e stanco di una legislatura che, oltre a non fornirci la sicurezza dovuta non riescono nemmeno a prendere i giusti provvedimenti per quei casi in cui, stranamente, si riesce a capire chi è la persona vera da condannare.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)

Quando il calcio era solo due pietre e un pallone di pezza

Posted in Sport con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 luglio 2009 by tritolopuro32

Partitella in piazzetta...bei tempi

Partitella in piazzetta...bei tempi

Sarò forse invidioso o semplicemente uno dei tanti che crede ancora in babbo natale, eppure ho tanta nostalgia di quel calcio che ho imparato a giocare quando ero piccolo e del quale, mio malgrado, non vedo più traccia. Ho nostalgia di quel calcio che non era per niente legato al denaro e nel quale, io e i miei amici, sognavamo di entrare a far parte. In questa estate la mia visione del calcio è cambiata completamente:

Come può un solo uomo spendere quasi 200 MILIONI DI EURO per acquistare 3 giocatori, mentre tutto il mondo è in crisi?

È una domanda a cui ancora non ho dato risposta. Gente che muore di fame, gente in cassaintegrazione, gente che non riesce più nemmeno a concedersi “il lusso” di una serata in pizzeria mentre un solo uomo sperpera un patrimonio per una partita di pallone? Non c’è più il buon senso di una volta. Una volta i giocatori andavano a lavorare in settimana e il sabato e la domenica allenamento, formazione e partia. Una volta si insegnava ai ragazzi che bastavano due pietre 6 persone e un pallone per capire cos’è il calcio. Ora senza 5€ per andare a giocare in un campo di erbetta sintetica con porte reti e palloni ufficiali non ci si può definire nemmeno dilettanti. Che fine ha fatto il calcio che ho conosciuto io? Che fine hanno fatto i presidenti che facevano capire alla gente che “Il denaro e il calcio sono legati fino a un certo punto”? Sarà anche che ho come idolo un mercenario e uno che per i soldi ha cambiato spesso squadra, ma vedere certi ragazzi che a 23 anni guadagnano 12 milioni l’anno, mi viene il voltastomaco. Se fossi più bravo in matematica vi saprei dire quante vite dovrà lavorare mio padre per guadagnare 12 milioni di euro. Ma non è il caso. L’unica cosa che posso dire o meglio che mi posso augurare è che il brutto momento dell’economia mondiale possa far decidere i rappresentanti di questo calcio a cambiare rotta, ad imporre dei tetti massimi per l’ingaggio dei giocatori, imporre un budjet oltre il quale anche i club più forniti economicamente non possano andare. Insomma una serie di provvedimenti che riportino il calcio ai cari e vecchi valori.

Perchè infondo, si tratta solo di due pietre e un pallone di pezza.

Tritolopuro32®

(Alberto.A)